LO STETROSCOPIO DEI SOLITARI

Lo stereoscopio dei solitari è costituito da sessantacinque racconti distribuiti in 181 pagine, siamo quindi nello spazio del racconto breve, anzi, brevissimo. Il filo conduttore dell’opera, però, è ben evidente e l’atmosfera che si respira è la stessa dalla prima all’ultima pagina, tanto che Wilcock definì questo libro un romanzo con settanta personaggi principali che non si incontrano mai. I racconti dello stereoscopio, tra il fantastico e il surreale, sono scritti con uno stile chiaro e lineare e con un abbondante uso dell’ironia che li rende una lettura piacevolissima e avvincente.
Tra i protagonisti dei racconti ci sono alcuni personaggi tratti dalla mitologia classica, reinterpretati in chiave moderna. Avete mai pensato, ad esempio, ai problemi che un centauro potrebbe affrontare in inverno nella ricerca di un abbigliamento adatto a riparare dalle intemperie la sua particolare conformazione fisica? Ecco, dove il mito presenta una lacuna subentra Rodolfo Wilcock. E mentre il centauro è alle prese con i suoi problemi di outfit, qualche pagina più in là «l’anguicrinita» Medusa si dispera tormentata dalle sue vipere e dalla sua infelice condizione di attempata signora.

Tavole realizzate ad acquerello chine e matite colorate